martedì 26 febbraio 2019

CITAZIONE 107 (rubrica)



Lasciami fuori con i rifiuti
questo non è quello che faccio,
è la categoria di posto sbagliata
per stare a pensare a te.

È il momento sbagliato per qualcuno di nuovo,
è un piccolo crimine.

E non ho scuse
e va bene, sì?
Dar via la mia pistola quando è carica,
va bene?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
Va bene?
Dar via la mia pistola quando è carica,
questo va bene? Per te?

Lasciami fuori con i rifiuti
questo non è quello che faccio,
è la categoria di posto sbagliata
per tradirti,
è il momento sbagliato,
lei mi sta trascinando.

È un piccolo crimine
e non ho scuse
e va bene, sì?

Dare via la mia pistola quando è carica
(Va bene per te?)
Va bene, vero?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
(Va bene per te?)
Va bene, vero? Yeah

Se do via la mia pistola quand'è carica
(Va bene per te?)
Va bene
(Va bene per te?)
Va bene?
Se do via la mia pistola quand'è carica
(Va bene per te?)
Va bene, vero?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
(Va bene per te?)
Va bene, vero?
Se do via la mia pistola quand'è carica
(Va bene per te?)
Va bene
(Va bene per te?)
E va bene, sì?
Dare via la mia pistola quando è carica
Va bene, vero?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
Va bene, vero?
Dare via la mia pistola quando è carica
Ti va bene?
(Va bene per te?)

No.


Cantante: Damien Rice


(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

mercoledì 20 febbraio 2019

CERTE VOLTE TI SVEGLI E... (rubrica)

Certe volte ti svegli e hai bisogno di chiedere dove sei.
Quello che Tyler aveva creato era l’ombra di una mano gigante. 



Ora le dita erano da Nosferatu, tanto erano lunghe, e il pollice era troppo corto, ma lui mi ha spiegato come alla quattro e mezzo in punto la mano era perfetta. 
L’ombra di una mano gigante era perfetta per un solo minuto e per un minuto perfetto Tyler si era seduto nel palmo di una perfezione che lui stesso aveva creato.
Ti svegli e non sei da nessuna parte.
Un minuto era abbastanza, ha detto Tyler, c’era da lavorare duro per ottenerlo, ma un minuto di perfezione valeva la fatica. 
Un momento era il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione.
Ti svegli e tanto basta.
Si chiamava Tyler Durden ed era un proiezionista iscritto al sindacato ed era un cameriere di banchetti all’albergo, giù in centro, e mi ha dato il suo numero di telefono.
È così che ho conosciuto Tyler.


tratto da: Fight club (di Chuck Palahniuk)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

martedì 12 febbraio 2019

A TE COSA PIACE?

A te cosa piace?
Mi piaci tu.



Devo ammettere che mi piace molto questo stato delle cose, 
il sentirsi forti in tutto questo marasma.
Il fatto è che mi piace stare nei luoghi -con te.
Mi piace tutta questa semplicità che ti porti dietro, che hai addosso.

Mi piace un sacco quando sei così
solare in mezzo alla nebbia
stanca davanti a tutto questo sole
elegante con tutti quei vestiti pescati nel buio
sorridente sotto tutte queste nuvole.

Non so, saranno gli occhi chiari, saranno le dita tra i capelli,
ma quando ti vedo così, il mio cuore si fa grande grande e
non posso far altro che nascondermi lì dietro.

E lì dietro è un bel posto 
perché c'è tutto quello che c'è -tra noi.


L. Lama

martedì 5 febbraio 2019

CITAZIONE 106 (rubrica)



Ho visto la tua mano strapparmi il cuore
mi sono accorto che era marrone
e non quel rosso come lo disegnavi tu,
forse era meglio quando con le tue mani
come se fosse un gatto
allisciavi lo schermo del tuo telefono.

Non ho più visto il meteo ieri,
non voglio uscire ho dei pensieri
da sopportare,
forse sono cambiato,
non ti porto più le rose,
l'otto marzo le mimose
e un cinese mi ha detto che sono un glande,
io mi sento più un coglione onestamente
dell'altra sera poi non mi ricordo proprio niente,
sei tornata con me un'altra volta, una rivincita
ma poi è tornato tutto come prima.

Il cane abbaia, l'asino raglia
e diventa un posto brutto anche le Hawaii senza di noi.

Ho visto la tua mano strapparmi il cuore
mi sono accorto che era marrone,
cacao del Cucciolone o forse ancor di più,
mi sento meglio,
ora per rimpiazzarti mi chiudo dentro al bagno
scegliendo un video adatto sul mio telefono.

Anche se piove volentieri
io voglio uscire, ho dei pensieri
da sotterrare,
forse non è sbagliato,
ti sparavi solo pose,
le domande sospettose
e un cinese mi ha detto che sei una stronza
e non ha sbagliato neanche la pronuncia,
dell'altra sera poi ho ancora a casa una cannuccia,
sei tornata con me perché avevi il ciclo,
ti sentivi romantica
intanto niente adesso è uguale a prima.

Un cane raglia, un asino abbaia
e diventa un posto bello anche la Snai senza di noi.

Ho visto la tua mano strapparmi il cuore
mi sono accorto che era marrone
e non quel rosso come lo disegnavi tu.


cantante: Clavdio
(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

mercoledì 30 gennaio 2019

NON SO SE MI CREDERETE (rubrica)

Non so se mi crederete. 



Passiamo metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l’altra metà a credere in ciò che altri deridono. 
Camminavo una notte in riva al mare di Brigantes, dove le case sembrano navi affondate, immerse nella nebbia e nei vapori marini, e il vento dà a i rami degli oleandri lente movenze di alga.
Non so dire se cercassi qualcosa, o se fossi inseguito: ricordo che erano tempi difficili ma io ero, per qualche strana ragione, felice. Improvvisamente dal sipario del buio uscì un vecchio elegante, vestito di nero, con una gardenia all’occhiello, e passandomi vicino si inchinò leggermente. Mi misi a seguirlo incuriosito. 
Andavo di buon passo ma faticavo a stargli dietro, perché sembrava che procedesse volando a un palmo da terra, e i suoi piedi non facevano rumore sul legno umido del molo. 
Il vecchio si fermò un attimo, tracciando in aria gesti con cui sembrava calcolare la posizione delle stelle. 
Poi annuì con la testa e prese a discendere una scalette che dal molo calava nelle acque scure.

- Si fermi signore – gridai – non lo faccia!


tratto da: Il bar sotto il mare (di Stefano Benni)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

mercoledì 23 gennaio 2019

L'INVERNO DENTRO

L'inverno dentro;





è che mi hai ferito.
E oggi tutto scende liquido e dentro si fa pesante, non trova scudi né barriere.
è che non avresti dovuto nasconderci e nasconderti e sommergere e annaspare e affogare e andare a fondo.
Oggi saremmo migliori se tu non fossi andata a fondo.
Oggi avremmo le mani unite se non fossi balzata al volo dalla finestra;
è che ti ho ferita.
E oggi tutto diventa muro e fuori l'aria è gelida, non trova ganci e scogli;
è che non avrei dovuto scherzare e improvvisare e giocare e aprire e sorprendermi e metterti là sopra come il meglio che c'è.
Ed è questo che c'è: ché sei il meglio per me.
E cazzo.
E tutto questo parlare e scrivere e attendere e
tutto questo silenzio e leggere e correre a vuoto
mi rende stanco, e vulnerabile.

E qui si gela;


è che siamo feriti.

E adesso ci sono graffi -per difesa.
E qui si trema dal freddo;
è che siamo a pezzi.
E ora ci sono spazi vuoti dentro che non vengono riempiti in nessun modo.
Nemmeno col la "brillante" strategia del tempo, nemmeno con tutto quello che c'è.


Luca L.

venerdì 18 gennaio 2019

CITAZIONE 105 (citazione)



C'è ancora un po' del tuo sapore nella mia bocca,
ancora un po' di te legato al mio dubbio,
è ancora un po' difficile dire cosa stia succedendo.

C'è ancora un po' del tuo fantasma, la testimonianza di te
ancora un po' del tuo viso che non ho baciato,
vieni sempre più vicino ogni giorno
talmente che non riesco a dire cosa stia succedendo.

Le pietre mi hanno insegnato a volare,
l'amore, mi ha insegnato a mentire,
la vita, mi ha insegnato a morire,
quindi non è difficile cadere
quando fluttui come una palla di cannone.

C'è ancora un po' della tua canzone nel mio orecchio,
ancora un po' delle tue parole che vorrei tanto sentire,
vieni sempre più vicino a me
così vicino che non riesco a vedere cosa stia succedendo.
Le pietre mi hanno insegnato a volare

Le pietre mi hanno insegnato a volare,
l'amore, mi ha insegnato a mentire,
la vita, mi ha insegnato a morire,
quindi non è difficile cadere
quando fluttui come una palla di cannone.

Le pietre mi hanno insegnato a volare,
l'amore mi ha insegnato a piangere,
quindi avanti, coraggio
insegnami ad essere timido,
quindi non è difficile cadere.

E non voglio spaventarla,
quindi non è difficile cadere
e non voglio perdere,
non è difficile crescere
quando sai solo di non sapere.


cantante: Damien Rice

(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)