lunedì 1 ottobre 2018

TORNO SUBITO (2 di 4)



Della partenza non mi piace per niente:
Sapere che mancano tante ore all’arrivo
Ciò che mi lascio dietro
Fare la valigia perché non so mai cosa devo mettere dentro
La sveglia all’alba
Che dovrò tornare
Dover pesare la valigia.

Mi piacciono i ritorni:
Quelli inaspettati 
Quelli aspettati da tempo
Quelli anticipati
Quelli non fugaci
Quelli del “Dove eravamo rimasti…”
Quelli che ti fanno battere il cuore.


lunedì 24 settembre 2018

SE DAVVERO AVETE VOGLIA DI SENTIRE QUESTA STORIA (rubrica)

Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com'è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. 
Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d’infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. 
Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili. 
D'altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella. 



Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi così a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia.


tratto da: Il giovane Holden (di J.D. Salinger)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

martedì 18 settembre 2018

CITAZIONE 099 (rubrica)



E statte zitta,
che ne sai tu de quello che sento,
c'ho na fitta ma nun me lamento, nun me lamento.
Amore un corno,
i panni s'asciugano soli
e sto freddo non viene da fori,
io ce l'ho dentro.

Me ne andrò su una barca de fiori,
me ne andrò però nun me lamento,
solo me chiedo perché
sto così bene co te.
Io che non ho paura
nella notte scura,
a fa risse, guerre, scommesse,
mille schifezze.
Tremo tremo forte fra le tue carezze,
tremo tremo forte fra le tue carezze.

E statte zitta,
che ne sai tu de quello che ho visto,
eri bella in un altro posto
e non insisto.
Amore in fondo,
la vita mia è una bottiglia che se scola
e non me serve fra le lenzuola
chi me consola.

Me ne andrò su una barca che vola,
me ne andrò ma non resterai sola,
solo me chiedo perché
sto così bene co te.
Io che non ho paura
nella notte scura,
a fa risse, guerre, scommesse,
mille schifezze.
Tremo tremo forte fra le tue carezze,
tremo tremo forte fra le tue carezze.

Me ne andrò su una barca d'argento,
me ne andrò su una barca che vola,
me ne andrò ma non resterai sola.


cantante: Mannarino

(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

lunedì 10 settembre 2018

TORNO SUBITO (1 di 4)


Prima di partire penso a: 

A cosa ho dimenticato di mettere in valigia
Se ho spento il gas
Se sarò diversa una volta tornata
Quali vestiti mi sono portato dietro e non indosserò mai
Porto libri che poi so già che non leggerò
Se mi mancheranno gli amici

Della partenza mi piace:

La fuga, il lasciarsi indietro le cose, o perlomeno l’intenzione
L’adrenalina della notte prima, quando i pensieri vanno a mille e non ti fanno dormire
Il fatto di staccare, di tagliare la corda e di fare un bel “Ciao” dal finestrino
Il punto di partenza, ovvero, quella sensazione di cambiamento
La quiete della notte prima, quando i pensieri tacciono perché tutto è stato fatto
I preparativi, selezionare con cura gli abiti, i libri e gli oggetti da portare dietro; insomma, accorgersi dell’indispensabile.






lunedì 3 settembre 2018

L’UMANITÀ SI PUÒ CATALOGARE IN MOLTI MODI (rubrica)

L’umanità si può catalogare in molti modi, ai quali si può aggiungere il seguente: quelli che non vedono l’ora che arrivi l’estate, quelli che non vedono l’ora che finisca l’estate. 
Faccio parte della seconda specie. 
Mi sono vergognato di dirlo per anni, ma poi alla fine ho cominciato timidamente a fare accenni a una certa insofferenza, a un dispiacere.



Per quanto mi riguarda, passo l’estate a sorridere a tutti per mostrare soddisfazione, perché gli altri sono felici se tu sei felice, in vacanza. 
Però nel mio intimo, sogno che venga buio presto, ripasso nella mente tutta la varietà di bellissimi maglioni che posseggo, mi viene l’acquolina in bocca ripensando alle minestre, ai tortellini in brodo. Cerco di ritrovare con l’autoipnosi quella sensazione di stare con la fronte appoggiata alla finestra mentre fuori c’è il diluvio, o immagino il gesto di chiudersi il cappotto appena oltrepassato il portone di casa. 
Passo tutta l’estate ad aspettare che arrivi l’inverno.


Momenti di trascurabile infelicità (di Francesco Piccolo)

(tratto da: Il giusto degli altri)

venerdì 3 agosto 2018

CITAZIONE 098 (rubrica)

- Ciao Max,
questa è per te -

* * *



Ed è così
proprio come tu hai detto che sarebbe stato,
la vita è stata clemente con me,
la maggior parte del tempo.

Ed è così,
la storia più corta,
niente amore né gloria,
nessun eroe nei suoi cieli.

Non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi.

Ed è così
proprio come tu hai detto che doveva essere,
dimenticheremo entrambi la brezza,
la maggior parte del tempo.

Ed è così,
l'acqua più fredda,
la figlia del vento,
l'alunna di rifiuto.

Non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi da dosso,
non posso levarti gli occhi, occhi, occhi.

Oh, ti ho detto che ti disprezzo?
Ti ho detto che voglio
lasciarmi tutto alle spalle?

Non posso smettere di pensarti,
non posso smettere di pensarti,
non posso smettere di pensarti,
non posso smettere di pensarti,
non posso smettere di pensarti,
non posso smettere
di pensarti, pensarti,
fino a quando non troverò qualcun altro.


cantante: Damien Rice

(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)


venerdì 27 luglio 2018

BUIO

Buio.
Ieri mi chiedevo: chissà se anche tu passi dei momenti dove a un certo punto diventa tutto buio, dentro e fuori di te. 
Come se qualcuno spegnesse la luce, anche se fuori splende il sole. 
Ti succede?
E quando ti capita cosa fai? 
Mi piacerebbe tanto saperlo. 
No perché quando accade a me, poi quel buio diventa tipo inchiostro nero che si espande senza trovare impedimenti. 
E va in ogni angolo, in ogni spiffero. 
E quando vedo tutto buio, il buio mi incatena, mi paralizza.

Penso che vorrei solo tornare indietro e prendere decisioni diverse. 
Oppure penso che vorrei solo andare velocemente avanti e immaginare che tutto si è risolto. 
Vorrei essere ovunque, tranne dove sono adesso. 
E dove sono adesso è dentro di me, nel buio più profondo.
E pare non esserci nulla che possa dare un minimo di luce.
E dio-solo-sa come vorrei che, a un certo punto, il buio fosse meno scuro quasi da poter intraveder l'ombra.



Buio.
A luglio.
Buio a ogni ora.

Ma certo che ci vediamo domani. E rideremo su qualche battuta.

Buio.
A mezzogiorno.
Buio.

E tu? 
Hai trascorso bene la giornata? 
Sei felice quando vai a dormire? Spero di sì.
Oppure ci sono pensieri che ti portano giù?
Non lo so mica io, non lo so più.
Io tutto ok, sono solo un pochino a fondo -ma conto di trovare il giusto corridoio che queste sabbie mobili sono un pochino noiose e ripetitive.

Bip Bip.
Ehi ciao,
tutto bene grazie.
A più tardi :-)


Luca L.