Mi dici spesso che non scrivo quasi mai di giornate soleggiate e lieto fine.
Cosa ne so, mica ho un perché o un per come nella tasca. È così. A volte gira in un modo, altre volte in un altro. Queste non sono storie, sono frammenti non ancora rotti di un vaso appena caduto dal tavolo.
Ti piace questo?
La bellezza del vaso la puoi vedere anche tu, e non mi sento di descriverla, mi limito ad ammirarla, in silenzio, in condivisione; partecipando emozionato.
Se il vaso non cade, io guardo e non prendo carta e penna.
Se il vaso cade, raccolgo i cocci; e poi esco col mio amico.
Se il vaso sta cadendo, cerco di coglierne le sfumature. Come sta cadendo, di che colore è, se è caduto altre volte, se è stato incollato bene o male, se è stato comprato e regalato. Se è bello o brutto. Se può accogliere solo fiori o anche lettere, o polvere o rami secchi o acqua.
Può anche non rompersi. Può rompersi appena. Può essere aggiustato a due mani. A quattro mani. Può non esserci nulla da fare.
E mentre crolla, io sto lì, estasiato, seguo il volo con la coda dell'occhio. Senza provare a prenderlo, cerco di descrivere l'impatto.
Questo è. Questo mi piace.
Tu mi dici spesso che non scrivo quasi mai di abbracci eterni e volti solari.
Quei momenti li lascio a te, che t'amo come quel giorno che non volevamo più staccarci, che volevamo da subito avere una casa sola.
Ogni vaso porta con sé una storia, soprattutto il vaso sanguigno.
Mi piace finire con una battuta, è come salutarti schioccandoti un bel bacio sulle labbra.
Luca Lama
martedì 15 aprile 2014
giovedì 10 aprile 2014
CITAZIONE 024 (rubrica)
Ti prego ascoltami,
ascoltami bene almeno una volta
solo poche parole,
sarebbe stato bello invecchiare insieme
la vita ci spinge verso direzioni diverse.
Ti prego ascoltami,
ascoltami bene almeno una volta,
è un mondo diverso che voglio
altro che storie,
senza né despoti né preti,
più giusto e libero se vuoi dove abbracciare
il sole, il mare, la terra, l'amore,
quanto ti manca l'amore?
Sarebbe stato bello invecchiare insieme,
la vita ci spinge verso direzioni diverse.
Non te la prendere,
non te la prendere almeno una volta,
il lavoro mi rincorre, adesso devo scappare.
Ti prego ascoltami,
ascoltami bene almeno una volta
solo poche parole,
sarebbe stato bello invecchiare insieme
la vita ci spinge verso direzioni diverse.
gruppo musicale: Il Teatro Degli Orrori
(dalla rubrica: citarsi è un po' deprimersi)
martedì 1 aprile 2014
CHE COSA POSSONO MAI COMPRENDERE... (rubrica)
Che cosa possono mai comprendere le masse lavoratrici dell'opera di Marx? La lettura è ardua, la lingua forbita, la prosa raffinata, la tesi complessa.
* * *
Gli uomini, che si dannano dietro ai desideri, dovrebbero attenersi invece ai propri bisogni.
* * *
La gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia. Mi chiedo se non sarebbe più semplice insegnare fin da subito ai bambini che la vita è assurda. Questo toglierebbe all'infanzia alcuni momenti felici, ma farebbe guadagnare un bel po' di tempo all'adulto - senza contare che si eviterebbe almeno un trauma, quello della boccia.
(dalla rubrica: Il giusto degli altri)
(L'eleganza del riccio - Muriel Barbery)
(L'eleganza del riccio - Muriel Barbery)
giovedì 27 marzo 2014
CITAZIONE 023 (rubrica)
Sento di trovare la mia strada nell'oscurità,
guidato da un cuore che batte,
non so dove il viaggio si concluderà, ma so da dove iniziare.
Tutti mi dicono che sono troppo giovane per capire,
dicono che sono intrappolato in un sogno,
che la mia vita mi passerà davanti se non apro gli occhi, be', a me sta bene così.
Svegliatemi quando sarà tutto finito,
quando sarò più saggio e più vecchio.
Per tutto questo tempo stavo trovando me stesso
e non sapevo che mi ero perso.
Ho provato a portare da solo il peso del mondo,
ma ho solo due mani,
spero di avere la possibilità di viaggiare per il mondo, e non ho nessun piano.
Vorrei davvero poter rimanere giovane per sempre,
non ho paura di chiudere i miei occhi,
la vita è un gioco fatto per tutti, e l’amore è il premio.
Svegliatemi quando sarà tutto finito,
quando sarò più saggio e più vecchio.
Per tutto questo tempo stavo trovando me stesso
e non sapevo che mi ero perso, e non sapevo che mi ero perso, e non sapevo che mi ero perso.
Non sapevo che mi ero perso.
Non sapevo che mi ero perso.
Non sapevo che mi ero perso.
Non sapevo che mi ero perso.
Non sapevo che mi ero perso.
Canzone composta da: Avicii (dj) - Aloe Blacc (cantante) - Mike Einziger (chitarrista)
titolo: wake me up
(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)
mercoledì 19 marzo 2014
EPPURE TUTTO QUELLO... (rubrica)
Eppure tutto quello che mi è accaduto da allora a oggi mi sembra che contenga sempre qualcosa di quel pomeriggio lì; tutte le mie storia d'amore successive sono come variazioni rafforzate della prima.
***
Leggi una qualsiasi rivista femminile e dappertutto vedrai la stessa accusa ripetuta all'infinito: gli uomini - questi ex ragazzini di dieci, o venti o trenta anni - a letto sono un disastro. Non gli interessano i "preliminari"; non sanno stimolare le zone erogene del sesso opposto; sono egoisti, avidi, goffi, grossolani. Queste lamentele alle mie orecchie suonano un po' ironiche. Prima, all'inizio, noi non volevamo altro che preliminari, ma alle ragazze non interessavano. Loro non volevano essere toccate, carezzate, stimolate, eccitate; anzi, se ci provavi, erano botte. Non stupisce quindi se adesso non siamo un granché in materia. Abbiamo trascorso due o tre lunghi anni, e assai formativi, a sentirci ripetere di togliercelo dalla testa. Poi, fra i quattordici e i ventiquattro anni, i preliminari passano dall'essere qualcosa che i ragazzi vogliono e le ragazze no, a qualcosa che le donne vogliono e di cui gli uomini possono tranquillamente fare a meno. (O almeno così dicono. Io, per conto mio, adoro i preliminari - forse soprattutto perché in me la memoria del tempo in cui la cosa che più desideravo era toccare è inquietantemente fresca.) Se proprio devo dirlo, la coppia più riuscita sarebbe per me quella formata dalla donna delle riviste femminili e dal ragazzino di quattordici anni.
dalla rubrica: Il giusto degli altri
tratto da: Alta Fedeltà (di Nick Hornby)
mercoledì 12 marzo 2014
SAI CHE C'È?
Sai che c’è?
Che non so perché cazzo sto qui a scrivere di te, che deludi appena apri bocca.
Che non so perché cazzo sto qui a scrivere di te, che deludi appena apri bocca.
Sai che c’è bello?
Che dovrei essere fuori con la mia migliore amica, come se nulla fosse, e tornare un po’ brilla; che una sbronza proprio non te la meriti.
Che dovrei essere fuori con la mia migliore amica, come se nulla fosse, e tornare un po’ brilla; che una sbronza proprio non te la meriti.
Sbronzo e stronzo.
Sai che c’è mio caro?
Che questo fottuto post ti riguarda così tanto direttamente che passerò la prossima mezzora a odiarti, a scrivere e cancellare una decina di volte il messaggio che non ti sto inviando.
Che questo fottuto post ti riguarda così tanto direttamente che passerò la prossima mezzora a odiarti, a scrivere e cancellare una decina di volte il messaggio che non ti sto inviando.
Sbronzo a zonzo.
Sai che c’è in questo momento?
Che non mi piace scrivere parolacce, è come trovare una scorciatoia, è come non conoscere i sinonimi.
Merda.Che non mi piace scrivere parolacce, è come trovare una scorciatoia, è come non conoscere i sinonimi.
Scusa scusa scusa.
Non mi piace essere così vulnerabile e mediocre e banale.
Solo che se avessi una pistola, ti colpirei, già, per davvero; come quella canzone di Nancy Sinatra - "Bang Bang".
Sai che c'è adesso?
Che non mi scollo più l'immagine che ho di te, quella che ti ho disegnato e rifinito e colorato e truccato.
Sai che c'è oggi?
Che non mi è ancora passata, e sembra non passare. Ma so che passerà.
E quando passerà sarà come accendere la luce, e lasciarti nel buio, come i peggiori incubi che da bambina mi spaventavano.
Ti chiamerò Nightmare, che pure gli assomigli.
L. L.
p.s. Anticipo il tuo inevitabile sarcasmo: la fotografia di Edward mani di forbice (al posto di quella di Freddy Krueger) è voluta.
mercoledì 5 marzo 2014
CITAZIONE 022 (rubrica)
Siamo io e il Centauro
un mezzo uomo e un mezzo cavallo,
pronti al veglione di capodanno, senza un capello fuori posto,
la giacca scamosciata e i ferri nuovi marca Lodetti.
Ho una mora e una bionda per la festa,
mi spiace se la volevi rossa,
ti passo a prendere alle otto, per quel discorso ho già
risolto,
non parliamone al telefono che il mio è sotto controllo.
E ci vestiamo come delle puttane e
ci infiliamo nella nostra
cinquecento o seicento che sia.
Rossetto rosso, come tu lo vuoi, sono sicuro che stanotte ti
farò contento.
Ci hanno promesso il paradiso,
richiesto ancora l'ultimo
sforzo,
se di mezzo c'è un compromesso poi ci ritiriamo a Recco.
E ci vestiamo come delle puttane e
ci infiliamo nella nostra
cinquecento o seicento che sia.
Rossetto rosso, come tu lo vuoi sono sicuro che stanotte ti
farò contento.
Gruppo musicale: Pan del diavolo
(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)
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