martedì 14 maggio 2019

E SEDERMI A FUMARE SULLE SCALE (rubrica)

e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa
e sedermi a fumare sulle scale finché tu non torni a casa
e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto
e portarti girasoli
e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero
e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni
e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta
e sentire la tua voce nell'orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle
e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l’altro blu
e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale
e dirti che sei splendida
e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male
e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco
e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te
e sbavare dietro ai tuoi seni
e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai
e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi
e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto
e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato
e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia
e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo
e scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi
e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo
e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché
riceverebbe più attenzioni di me
e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando te ne vai
e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via
e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l’ho chiesto
e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te
e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro
e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti
e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo
e cercare di essere onesto perché so che preferisci così
e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita
e dimenticare chi sono
e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena
e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore
e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’ /
assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te.

(foto: Sarah Kane)


tratto da: Febbre - Tutto il teatro (di Sarah Kane)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)


mercoledì 8 maggio 2019

QUESTA COSA DI OGGI (3 di 3)



Questa cosa di oggi non è molto distante da quella di ieri, e di una settimana fa, e di un mese fa, e.




Questa cosa di oggi a volte è presente, anche se oggettivamente assente. 

Un po' contorto il pensiero ma - nel mio piccolo - per quanto mi riguarda, è chiaro, limpido, cristallino.
E allora è un continuo dimenarsi cercando appigli e cerotti, poiché tutto cerca spazio, volume e consistenza. 
Impassibile, cerco aria col mento rigido e le spalle strette.
Sai che c'è?
Ché torna sempre quella canzone, quel ritornello e quella voce fa da contorno a tutta questa fermezza -che di immobile non ha nulla. 
Ma niente proprio. 
Anzi, si muove e crea vortici che trascinano giù e, in qualche modo, si cerca di stare a galla.

Qui oggi il respiro è corto e l'acqua è alta.

Dico solo che non eravamo noi quelli sbagliati, questo penso, già.
Ed è questa la condanna.


Luca L.

giovedì 2 maggio 2019

CITAZIONE 110 (rubrica)



Ho te sotto la mia pelle,
ho te nel profondo del mio cuore,
così profondo nel mio cuore che sei davvero una parte di me.

Ho te sotto la mia pelle,
ho provato così tanto a non cedere,
ho detto a me stesso, questa relazione non andrà mai bene,
ma perché dovrei provare a resistere se, tesoro, lo so così bene.

Ho te sotto la mia pelle,
sacrificherei qualsiasi cosa possa succedere
per l'interesse di averti vicina,
nonostante una voce allarmante arrivi nella notte
e ripete e ripete nel mio orecchio:
"Non lo sai piccolo stupido che non vincerai mai, usa la tua mente, ritorna alla realtà".
Ma ogni volta che lo faccio, solo il pensiero di te mi fa fermare
prima che io inizi.

Perché ho te sotto la mia pelle,
sacrificherei ogni cosa possa succedere
per l'interesse di averti vicina
nonostante una voce allarmante arrivi nella notte
e ripete, e ripete nel mio orecchio
"Non lo sai piccolo stupido che non vincerai mai, usa la tua mente, ritorna alla realtà".
Ma ogni volta che lo faccio, solo il pensiero di te mi fa fermare
prima che io inizi.

Perché ho te sotto la mia pelle,
io ho te
sotto la mia pelle.

cantante: Ben l'Oncle Soul ((Frank Sinatra cover)

(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

martedì 23 aprile 2019

MA ERA TUTTO COSÌ INCERTO (rubrica)

Ma era tutto così incerto, così disadorno - era come ascoltare uno di quei tizi mai sentiti nominare che a una festa di paese, all'ora di pranzo, salgono sul palcoscenico.





In realtà la musica non c'era ancora, lì dentro, niente violini, niente chitarre elettriche, niente ritmo, niente della trama o dei particolari che anche dopo tanto tempo erano fonte di sorprese.

E nemmeno c'era rabbia, nemmeno c'era dolore.
Se fosse stata ancora un'insegnante avrebbe fatto ascoltare i due album l'un o dopo l'altro ai ragazzi del sesto anno perché capissero che l'arte era finzione.
Era chiaro che Tucker Crowe, quando aveva scritto Juliet, soffriva, ma mica poteva entrare in uno studio di registrazione e mettersi a urlare.
Sarebbe sembrato matto e patetico.
Per infilare la rabbia in quelle canzoni aderenti, doveva calmarla, domarla e darle forma.
Poi doveva abbellirla perché sembrasse di più a se stessa.
  Juliet, Naked mostrava quanto era bravo Tucker Crowe, pensò Annie, quanto era geniale; ma solo grazie a tutto quel che mancava, non a quanto effettivamente c'era da sentire.



tratto da: Tutta un'altra musica (di Nick Hornby)



(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

lunedì 15 aprile 2019

È CHE MI SEMBRAVA UN'INTERVISTA

È che mi sembrava un’intervista, ecco, l’ho detto.



E allora cosa ci stiamo a fare lì, in quello spazio se poi non ti accomodi; 
se metti il piede per non far chiudere la porta.
Oh, magari mi sbaglio, eh.

È che mi pareva un monologo e, come dire, le mie parole le conosco. 
Sono a conoscenza di quello che penso e di quello che sto per dire. Per cui, non ho nessun interesse a risentire e rileggere le mie banalissime/preziosissime frasi.
E allora cos'è tutto questo strambo inizio? 
Sai che c’è, che mi pare la coda. 
Mi pare un finale.

È che non mi sembrava un dialogo, ecco, l’ho scritto.

Sai la verità: 
capisco benissimo tutti questi scudi e barriere -e tutto ciò probabilmente è conseguenza. Comprendo quella posa di solo ascolto. Vediamo due scenografie diverse, ci sta.
E allora cosa ci sto a fare, lì, con microfono e taccuino? Nulla. Converrai con me.

Ad ogni modo, ci sono dinamiche decisamente più importanti da pensare, per cui, tant'è.


Luca L.

martedì 9 aprile 2019

CITAZIONE 109 (rubrica)



Non avere paura
perché quando sarò solo
starò meglio di quanto sia mai stato prima.

Ho questa vita,
andrò in giro per crescere,
chi io fossi prima
non riesco a ricordarlo.

Le lunghe notti mi permettono di sentire,
sto cadendo, sto candendo,
le luci si spengono,
fammi sentire.

Sto cadendo,
sto cadendo in sicurezza al suolo.

Prenderò quest'anima che ora è dentro di me
come se fosse un nuovo amico
che conoscerò per sempre.

Ho questa vita
e i desideri da mostrare,
starò sempre meglio di prima.

Le lunghe notti mi permettono di sentire,
sto cadendo, sto candendo,
le luci si spengono,
fammi sentire.

Sto cadendo,
sto cadendo in sicurezza al suolo.


cantante: Eddie Vedder

(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

martedì 2 aprile 2019

TU A CHI SOMIGLI? (rubrica)

Tu a chi somigli?
Tu somigli ad un altro o è l'altro che somiglia a te?
Sono io, o quello vero mi guarda
ironico dal fondo dello specchio
o da una calma acqua.




E i pensieri si somigliano?
Non sono in fondo sempre le stesse
variazioni di un vecchio pensiero?
Il primo amore è il più grande
tutti gli altri lo mimano
tutti i bambini sono ugualmente belli
i libri sono in fondo tutte fiabe
tutti i film sono western
tutti i quadri sono fotografie
le fotografie sono quadri
tutti non capiscono la mia arte
c'erano tutti alla prima?
Tutti quelli che contano
tutti gli inverni i folletti
raccolgono la neve
che cadrà l'anno dopo
sempre uguale il verso della tortora
il nuovo gatto si siede sul cuscino
dove viveva il vecchio gatto
tutte le lapidi da lontano
sono pietre uguali tra loro
allora perché tra la folla
io cerco solo un viso
tra tutte le voci una sola
e nell'orchestra la sola
nota sbagliata di un arco?

Poi, per tutti viene la morte e come si presenta?
E come si presenta?
Piacere, ti dice. Io sono
la differenza.


tratto da: Di tutte le ricchezze (di Stefano Benni)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

martedì 26 marzo 2019

QUI È MARZO

Qui è marzo.



Sono felice solo con te.
Certo, 

rido 
scherzo
lavoro
gioco
faccio battute
brindo
salto di gioia
mi annoio
sorrido
esco e mi diverto.
Però, però sono felice solo con te.

E questo è un po’ il sottofondo di quando vado in giro, di quando incontro gli amici. 
È quel sapore agrodolce che quotidianamente salta fuori; già, quotidianamente.

Sai che c’è? 
Che sto bene solo con te.
E giuro che passo giornate bellissime.
Però però, sto bene solo quando sto con te.

Che gioia.


Luca L.

martedì 19 marzo 2019

CITAZIONE 108 (rubrica)



Trascorro la notte,
cercando come sono dentro, in una stanza da albergo, aspettando te,
lo faremo stasera.
Qualcosa nell'aria dice che è il momento giusto,
allora è meglio se andiamo avanti
DJ, suona una canzone per gli innamorati, stasera,
per favore, suona una canzone per gli innamorati, stasera.

Non voglio aspettare, Signore, è tutta la vita che sto aspettando
ma sono di nuovo in ritardo, lo so ma avevo paura,
non vedi,
sto andando come un treno in una terra straniera,
non ho un biglietto per questa corsa ma lo avrò.
Ad una canzone per la mia innamorata stasera,
DJ, suona una canzone per la mia innamorata stasera,
DJ, suona una canzone per la mia innamorata stasera,
per favore, suona una canzone per gli innamorati, stasera.

Non riesco a smettere dal guardarmi indietro,
(DJ, suona una canzone per la mia innamorata stasera)
una in più per gli innamorati,
(per favore, suona una canzone per i miei innamorati stasera)
una in più per gli innamorati,
non riesco a smettere dal guardarmi indietro.

Fratello, non mi darai una mano,
sono solo in una stanza e aspetto l'amore,
non so quando questo sogno si fermerà
ma, amico, ti dirò, che non voglio svegliarmi.
Fratello, non mi darai una mano,
sono solo in una stanza e aspetto l'amore,
non so quando questo sogno si fermerà
ma, amico, ti dirò, che non voglio svegliarmi.

Ho bisogno di te qui, ho bisogno di te qui,
(a mezzanotte)
(a mezzanotte),
prendimi, prendimi.


cantante: Richard Ashcroft

(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

mercoledì 13 marzo 2019

E VOGLIO GIOCARE A NASCONDINO (rubrica)

E voglio giocare a nascondino
e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe
e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno
e massaggiarti il collo e baciarti i piedi
e tenerti la mano
e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy
e parlare della giornata
e battere a macchina le tue lettere
e portare le tue scatole
e ridere della tua paranoia
e darti nastri che non ascolti
e guardare film bellissimi e guardare film orribili
e lamentarmi della radio
e fotografarti mentre dormi
e svegliarmi per portarti caffè e brioches e ciambella
e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte
e farmi rubare tutte le sigarette e non trovar mai un fiammifero
e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima
e portarti a far vedere l'occhio e non ridere delle tue barzellette
e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po'
e baciarti la schiena
e carezzarti la pelle
e dirti quanto amo
i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo i tuoi seni il tuo culo il tuo




tratto da: Tutto il teatro - Febbre (di Sarah Kane)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

martedì 5 marzo 2019

QUESTA COSA DI OGGI (2 di 3)

Questa cosa di oggi, l'ho scritta anche ieri, e l'altro ieri e.




A volte mi domando se tutta quella banalità è evidente anche a te, se l'hai mai notata. 
E come ti rapporti con questa novità? 
Io?

Me ne sto qui a nutrire i pensieri di sempre e, sai che ti dico, che ci sto quasi prendendo gusto. Azzarderei quasi che è cambiata la prospettiva ed è una bella prospettiva; così pare per il momento.
Ma dimmi un po', cos'è tutto questo tempo trascorso senza peso, senza la forza delle parole, di tutto quello che è interessante e profondo e delicato e magico. 
Lo comprendo solo per le valigie di prima. 
E allora largo al poco di adesso.
Dunque, pare prezioso tutto questo nulla, perché ciò che non brucia sembra oro colato, sembra vita leggera e mostra prospettive. Non brucia e non scalda. Non è quello che si cercava? 

Dico solo che c'erano aspettative diverse, altissime. Ma hai sempre tirato lo sciacquone a un passo dal momento perfetto. Ed eccoti qui, ora. 

A prendere un caffè, a sbirciare il giornale e a mettere le cose a posto; che l'ordine è sacro.
E di fianco non c'è nessuna persona in gamba; anzi. Così stai lì, a dire questo e quello, al chiuso, "che fuori è un brutto mondo", che nulla è fuori dallo schema.


Luca L.



martedì 26 febbraio 2019

CITAZIONE 107 (rubrica)



Lasciami fuori con i rifiuti
questo non è quello che faccio,
è la categoria di posto sbagliata
per stare a pensare a te.

È il momento sbagliato per qualcuno di nuovo,
è un piccolo crimine.

E non ho scuse
e va bene, sì?
Dar via la mia pistola quando è carica,
va bene?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
Va bene?
Dar via la mia pistola quando è carica,
questo va bene? Per te?

Lasciami fuori con i rifiuti
questo non è quello che faccio,
è la categoria di posto sbagliata
per tradirti,
è il momento sbagliato,
lei mi sta trascinando.

È un piccolo crimine
e non ho scuse
e va bene, sì?

Dare via la mia pistola quando è carica
(Va bene per te?)
Va bene, vero?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
(Va bene per te?)
Va bene, vero? Yeah

Se do via la mia pistola quand'è carica
(Va bene per te?)
Va bene
(Va bene per te?)
Va bene?
Se do via la mia pistola quand'è carica
(Va bene per te?)
Va bene, vero?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
(Va bene per te?)
Va bene, vero?
Se do via la mia pistola quand'è carica
(Va bene per te?)
Va bene
(Va bene per te?)
E va bene, sì?
Dare via la mia pistola quando è carica
Va bene, vero?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
Va bene, vero?
Dare via la mia pistola quando è carica
Ti va bene?
(Va bene per te?)

No.


Cantante: Damien Rice


(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

mercoledì 20 febbraio 2019

CERTE VOLTE TI SVEGLI E... (rubrica)

Certe volte ti svegli e hai bisogno di chiedere dove sei.
Quello che Tyler aveva creato era l’ombra di una mano gigante. 



Ora le dita erano da Nosferatu, tanto erano lunghe, e il pollice era troppo corto, ma lui mi ha spiegato come alla quattro e mezzo in punto la mano era perfetta. 
L’ombra di una mano gigante era perfetta per un solo minuto e per un minuto perfetto Tyler si era seduto nel palmo di una perfezione che lui stesso aveva creato.
Ti svegli e non sei da nessuna parte.
Un minuto era abbastanza, ha detto Tyler, c’era da lavorare duro per ottenerlo, ma un minuto di perfezione valeva la fatica. 
Un momento era il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione.
Ti svegli e tanto basta.
Si chiamava Tyler Durden ed era un proiezionista iscritto al sindacato ed era un cameriere di banchetti all’albergo, giù in centro, e mi ha dato il suo numero di telefono.
È così che ho conosciuto Tyler.


tratto da: Fight club (di Chuck Palahniuk)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

martedì 12 febbraio 2019

A TE COSA PIACE?

A te cosa piace?
Mi piaci tu.



Devo ammettere che mi piace molto questo stato delle cose, 
il sentirsi forti in tutto questo marasma.
Il fatto è che mi piace stare nei luoghi -con te.
Mi piace tutta questa semplicità che ti porti dietro, che hai addosso.

Mi piace un sacco quando sei così
solare in mezzo alla nebbia
stanca davanti a tutto questo sole
elegante con tutti quei vestiti pescati nel buio
sorridente sotto tutte queste nuvole.

Non so, saranno gli occhi chiari, saranno le dita tra i capelli,
ma quando ti vedo così, il mio cuore si fa grande grande e
non posso far altro che nascondermi lì dietro.

E lì dietro è un bel posto 
perché c'è tutto quello che c'è -tra noi.


L. Lama

martedì 5 febbraio 2019

CITAZIONE 106 (rubrica)



Ho visto la tua mano strapparmi il cuore
mi sono accorto che era marrone
e non quel rosso come lo disegnavi tu,
forse era meglio quando con le tue mani
come se fosse un gatto
allisciavi lo schermo del tuo telefono.

Non ho più visto il meteo ieri,
non voglio uscire ho dei pensieri
da sopportare,
forse sono cambiato,
non ti porto più le rose,
l'otto marzo le mimose
e un cinese mi ha detto che sono un glande,
io mi sento più un coglione onestamente
dell'altra sera poi non mi ricordo proprio niente,
sei tornata con me un'altra volta, una rivincita
ma poi è tornato tutto come prima.

Il cane abbaia, l'asino raglia
e diventa un posto brutto anche le Hawaii senza di noi.

Ho visto la tua mano strapparmi il cuore
mi sono accorto che era marrone,
cacao del Cucciolone o forse ancor di più,
mi sento meglio,
ora per rimpiazzarti mi chiudo dentro al bagno
scegliendo un video adatto sul mio telefono.

Anche se piove volentieri
io voglio uscire, ho dei pensieri
da sotterrare,
forse non è sbagliato,
ti sparavi solo pose,
le domande sospettose
e un cinese mi ha detto che sei una stronza
e non ha sbagliato neanche la pronuncia,
dell'altra sera poi ho ancora a casa una cannuccia,
sei tornata con me perché avevi il ciclo,
ti sentivi romantica
intanto niente adesso è uguale a prima.

Un cane raglia, un asino abbaia
e diventa un posto bello anche la Snai senza di noi.

Ho visto la tua mano strapparmi il cuore
mi sono accorto che era marrone
e non quel rosso come lo disegnavi tu.


cantante: Clavdio
(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

mercoledì 30 gennaio 2019

NON SO SE MI CREDERETE (rubrica)

Non so se mi crederete. 



Passiamo metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l’altra metà a credere in ciò che altri deridono. 
Camminavo una notte in riva al mare di Brigantes, dove le case sembrano navi affondate, immerse nella nebbia e nei vapori marini, e il vento dà a i rami degli oleandri lente movenze di alga.
Non so dire se cercassi qualcosa, o se fossi inseguito: ricordo che erano tempi difficili ma io ero, per qualche strana ragione, felice. Improvvisamente dal sipario del buio uscì un vecchio elegante, vestito di nero, con una gardenia all’occhiello, e passandomi vicino si inchinò leggermente. Mi misi a seguirlo incuriosito. 
Andavo di buon passo ma faticavo a stargli dietro, perché sembrava che procedesse volando a un palmo da terra, e i suoi piedi non facevano rumore sul legno umido del molo. 
Il vecchio si fermò un attimo, tracciando in aria gesti con cui sembrava calcolare la posizione delle stelle. 
Poi annuì con la testa e prese a discendere una scalette che dal molo calava nelle acque scure.

- Si fermi signore – gridai – non lo faccia!


tratto da: Il bar sotto il mare (di Stefano Benni)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

mercoledì 23 gennaio 2019

L'INVERNO DENTRO

L'inverno dentro;





è che mi hai ferito.
E oggi tutto scende liquido e dentro si fa pesante, non trova scudi né barriere.
è che non avresti dovuto nasconderci e nasconderti e sommergere e annaspare e affogare e andare a fondo.
Oggi saremmo migliori se tu non fossi andata a fondo.
Oggi avremmo le mani unite se non fossi balzata al volo dalla finestra;
è che ti ho ferita.
E oggi tutto diventa muro e fuori l'aria è gelida, non trova ganci e scogli;
è che non avrei dovuto scherzare e improvvisare e giocare e aprire e sorprendermi e metterti là sopra come il meglio che c'è.
Ed è questo che c'è: ché sei il meglio per me.
E cazzo.
E tutto questo parlare e scrivere e attendere e
tutto questo silenzio e leggere e correre a vuoto
mi rende stanco, e vulnerabile.

E qui si gela;


è che siamo feriti.

E adesso ci sono graffi -per difesa.
E qui si trema dal freddo;
è che siamo a pezzi.
E ora ci sono spazi vuoti dentro che non vengono riempiti in nessun modo.
Nemmeno col la "brillante" strategia del tempo, nemmeno con tutto quello che c'è.


Luca L.

venerdì 18 gennaio 2019

CITAZIONE 105 (citazione)



C'è ancora un po' del tuo sapore nella mia bocca,
ancora un po' di te legato al mio dubbio,
è ancora un po' difficile dire cosa stia succedendo.

C'è ancora un po' del tuo fantasma, la testimonianza di te
ancora un po' del tuo viso che non ho baciato,
vieni sempre più vicino ogni giorno
talmente che non riesco a dire cosa stia succedendo.

Le pietre mi hanno insegnato a volare,
l'amore, mi ha insegnato a mentire,
la vita, mi ha insegnato a morire,
quindi non è difficile cadere
quando fluttui come una palla di cannone.

C'è ancora un po' della tua canzone nel mio orecchio,
ancora un po' delle tue parole che vorrei tanto sentire,
vieni sempre più vicino a me
così vicino che non riesco a vedere cosa stia succedendo.
Le pietre mi hanno insegnato a volare

Le pietre mi hanno insegnato a volare,
l'amore, mi ha insegnato a mentire,
la vita, mi ha insegnato a morire,
quindi non è difficile cadere
quando fluttui come una palla di cannone.

Le pietre mi hanno insegnato a volare,
l'amore mi ha insegnato a piangere,
quindi avanti, coraggio
insegnami ad essere timido,
quindi non è difficile cadere.

E non voglio spaventarla,
quindi non è difficile cadere
e non voglio perdere,
non è difficile crescere
quando sai solo di non sapere.


cantante: Damien Rice

(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

venerdì 11 gennaio 2019

AVEVAMO QUELLE DUE GIOVINEZZE RECLUSE (rubrica)

Avevamo quelle due giovinezze recluse, quella specie di esilio insensato, e l’unica cosa era immaginare tutto quello che non avevamo. 
Storie. 
Io scrivevo per lui. 
Per me. 
Chissà. 
Eravamo lontani da tutto. 
Troppo lontani.
Solo adesso so che è una delle cose più belle che ho fatto. 
Quei mesi con Ultimo. 
A portare in giro pianoforti. 
E le sere a scrivere per lui. 
Ogni tanto riscrivevo le storie che mi aveva raccontato lui. 
Mi piaceva farlo diventare un personaggio da romanzo, un’invenzione. 
Volevo che sapesse che era una persona speciale, di quelle che si leggono nei libri, di quelle che lui leggeva nei fumetti. 
Un eroe. 



Ecco, forse volevo sapesse che lui era un eroe. 
Dirglielo, questo mai.
Io non parlavo mai. 
Anche adesso sono una donna educata, cordiale, ma niente di più. 
Sono ammutolita in qualche istante dimenticato della mia fanciullezza, e poi non c’è stato più niente da fare. 
Scrivere, ho scritto tanto. 
Ma scrivere è una forma sofisticata di silenzio.


tratto da: Questa storia (di Alessandro Baricco)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

giovedì 3 gennaio 2019

QUANDO TU (5 di 5)




Quando prendi il tram,
quando leggiamo un libro insieme,
quando ceniamo a casa.

Quando facciamo la pace,
quando ci sdraiamo sul tappeto,
quando scegliamo cosa guardare e non decidiamo mai o vorremmo vedere ogni titolo.

Quando andiamo in auto,
quando "Le coccole",
quando stiamo insieme, come se ci fossimo solo noi al mondo.

Quando dici papà.

Ecco, tutto questo è il meglio che c'è -per me,
e il giovedì è il giorno migliore della settimana.
Quanto bene per te.


Luca L.