martedì 19 marzo 2019

CITAZIONE 108 (rubrica)



Trascorro la notte,
cercando come sono dentro, in una stanza da albergo, aspettando te,
lo faremo stasera.
Qualcosa nell'aria dice che è il momento giusto,
allora è meglio se andiamo avanti
DJ, suona una canzone per gli innamorati, stasera,
per favore, suona una canzone per gli innamorati, stasera.

Non voglio aspettare, Signore, è tutta la vita che sto aspettando
ma sono di nuovo in ritardo, lo so ma avevo paura,
non vedi,
sto andando come un treno in una terra straniera,
non ho un biglietto per questa corsa ma lo avrò.
Ad una canzone per la mia innamorata stasera,
DJ, suona una canzone per la mia innamorata stasera,
DJ, suona una canzone per la mia innamorata stasera,
per favore, suona una canzone per gli innamorati, stasera.

Non riesco a smettere dal guardarmi indietro,
(DJ, suona una canzone per la mia innamorata stasera)
una in più per gli innamorati,
(per favore, suona una canzone per i miei innamorati stasera)
una in più per gli innamorati,
non riesco a smettere dal guardarmi indietro.

Fratello, non mi darai una mano,
sono solo in una stanza e aspetto l'amore,
non so quando questo sogno si fermerà
ma, amico, ti dirò, che non voglio svegliarmi.
Fratello, non mi darai una mano,
sono solo in una stanza e aspetto l'amore,
non so quando questo sogno si fermerà
ma, amico, ti dirò, che non voglio svegliarmi.

Ho bisogno di te qui, ho bisogno di te qui,
(a mezzanotte)
(a mezzanotte),
prendimi, prendimi.


cantante: Richard Ashcroft

(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

mercoledì 13 marzo 2019

E VOGLIO GIOCARE A NASCONDINO (rubrica)

E voglio giocare a nascondino
e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe
e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno
e massaggiarti il collo e baciarti i piedi
e tenerti la mano
e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy
e parlare della giornata
e battere a macchina le tue lettere
e portare le tue scatole
e ridere della tua paranoia
e darti nastri che non ascolti
e guardare film bellissimi e guardare film orribili
e lamentarmi della radio
e fotografarti mentre dormi
e svegliarmi per portarti caffè e brioches e ciambella
e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte
e farmi rubare tutte le sigarette e non trovar mai un fiammifero
e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima
e portarti a far vedere l'occhio e non ridere delle tue barzellette
e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po'
e baciarti la schiena
e carezzarti la pelle
e dirti quanto amo
i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo i tuoi seni il tuo culo il tuo




tratto da: Tutto il teatro - Febbre (di Sarah Kane)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

martedì 5 marzo 2019

QUESTA COSA DI OGGI (2 di 3)

Questa cosa di oggi, l'ho scritta anche ieri, e l'altro ieri e.




A volte mi domando se tutta quella banalità è evidente anche a te, se l'hai mai notata. 
E come ti rapporti con questa novità? 
Io?

Me ne sto qui a nutrire i pensieri di sempre e, sai che ti dico, che ci sto quasi prendendo gusto. Azzarderei quasi che è cambiata la prospettiva ed è una bella prospettiva; così pare per il momento.
Ma dimmi un po', cos'è tutto questo tempo trascorso senza peso, senza la forza delle parole, di tutto quello che è interessante e profondo e delicato e magico. 
Lo comprendo solo per le valigie di prima. 
E allora largo al poco di adesso.
Dunque, pare prezioso tutto questo nulla, perché ciò che non brucia sembra oro colato, sembra vita leggera e mostra prospettive. Non brucia e non scalda. Non è quello che si cercava? 

Dico solo che c'erano aspettative diverse, altissime. Ma hai sempre tirato lo sciacquone a un passo dal momento perfetto. Ed eccoti qui, ora. 

A prendere un caffè, a sbirciare il giornale e a mettere le cose a posto; che l'ordine è sacro.
E di fianco non c'è nessuna persona in gamba; anzi. Così stai lì, a dire questo e quello, al chiuso, "che fuori è un brutto mondo", che nulla è fuori dallo schema.


Luca L.



martedì 26 febbraio 2019

CITAZIONE 107 (rubrica)



Lasciami fuori con i rifiuti
questo non è quello che faccio,
è la categoria di posto sbagliata
per stare a pensare a te.

È il momento sbagliato per qualcuno di nuovo,
è un piccolo crimine.

E non ho scuse
e va bene, sì?
Dar via la mia pistola quando è carica,
va bene?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
Va bene?
Dar via la mia pistola quando è carica,
questo va bene? Per te?

Lasciami fuori con i rifiuti
questo non è quello che faccio,
è la categoria di posto sbagliata
per tradirti,
è il momento sbagliato,
lei mi sta trascinando.

È un piccolo crimine
e non ho scuse
e va bene, sì?

Dare via la mia pistola quando è carica
(Va bene per te?)
Va bene, vero?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
(Va bene per te?)
Va bene, vero? Yeah

Se do via la mia pistola quand'è carica
(Va bene per te?)
Va bene
(Va bene per te?)
Va bene?
Se do via la mia pistola quand'è carica
(Va bene per te?)
Va bene, vero?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
(Va bene per te?)
Va bene, vero?
Se do via la mia pistola quand'è carica
(Va bene per te?)
Va bene
(Va bene per te?)
E va bene, sì?
Dare via la mia pistola quando è carica
Va bene, vero?
Se tu non spari come dovrei tenerla?
Va bene, vero?
Dare via la mia pistola quando è carica
Ti va bene?
(Va bene per te?)

No.


Cantante: Damien Rice


(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

mercoledì 20 febbraio 2019

CERTE VOLTE TI SVEGLI E... (rubrica)

Certe volte ti svegli e hai bisogno di chiedere dove sei.
Quello che Tyler aveva creato era l’ombra di una mano gigante. 



Ora le dita erano da Nosferatu, tanto erano lunghe, e il pollice era troppo corto, ma lui mi ha spiegato come alla quattro e mezzo in punto la mano era perfetta. 
L’ombra di una mano gigante era perfetta per un solo minuto e per un minuto perfetto Tyler si era seduto nel palmo di una perfezione che lui stesso aveva creato.
Ti svegli e non sei da nessuna parte.
Un minuto era abbastanza, ha detto Tyler, c’era da lavorare duro per ottenerlo, ma un minuto di perfezione valeva la fatica. 
Un momento era il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione.
Ti svegli e tanto basta.
Si chiamava Tyler Durden ed era un proiezionista iscritto al sindacato ed era un cameriere di banchetti all’albergo, giù in centro, e mi ha dato il suo numero di telefono.
È così che ho conosciuto Tyler.


tratto da: Fight club (di Chuck Palahniuk)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

martedì 12 febbraio 2019

A TE COSA PIACE?

A te cosa piace?
Mi piaci tu.



Devo ammettere che mi piace molto questo stato delle cose, 
il sentirsi forti in tutto questo marasma.
Il fatto è che mi piace stare nei luoghi -con te.
Mi piace tutta questa semplicità che ti porti dietro, che hai addosso.

Mi piace un sacco quando sei così
solare in mezzo alla nebbia
stanca davanti a tutto questo sole
elegante con tutti quei vestiti pescati nel buio
sorridente sotto tutte queste nuvole.

Non so, saranno gli occhi chiari, saranno le dita tra i capelli,
ma quando ti vedo così, il mio cuore si fa grande grande e
non posso far altro che nascondermi lì dietro.

E lì dietro è un bel posto 
perché c'è tutto quello che c'è -tra noi.


L. Lama

martedì 5 febbraio 2019

CITAZIONE 106 (rubrica)



Ho visto la tua mano strapparmi il cuore
mi sono accorto che era marrone
e non quel rosso come lo disegnavi tu,
forse era meglio quando con le tue mani
come se fosse un gatto
allisciavi lo schermo del tuo telefono.

Non ho più visto il meteo ieri,
non voglio uscire ho dei pensieri
da sopportare,
forse sono cambiato,
non ti porto più le rose,
l'otto marzo le mimose
e un cinese mi ha detto che sono un glande,
io mi sento più un coglione onestamente
dell'altra sera poi non mi ricordo proprio niente,
sei tornata con me un'altra volta, una rivincita
ma poi è tornato tutto come prima.

Il cane abbaia, l'asino raglia
e diventa un posto brutto anche le Hawaii senza di noi.

Ho visto la tua mano strapparmi il cuore
mi sono accorto che era marrone,
cacao del Cucciolone o forse ancor di più,
mi sento meglio,
ora per rimpiazzarti mi chiudo dentro al bagno
scegliendo un video adatto sul mio telefono.

Anche se piove volentieri
io voglio uscire, ho dei pensieri
da sotterrare,
forse non è sbagliato,
ti sparavi solo pose,
le domande sospettose
e un cinese mi ha detto che sei una stronza
e non ha sbagliato neanche la pronuncia,
dell'altra sera poi ho ancora a casa una cannuccia,
sei tornata con me perché avevi il ciclo,
ti sentivi romantica
intanto niente adesso è uguale a prima.

Un cane raglia, un asino abbaia
e diventa un posto bello anche la Snai senza di noi.

Ho visto la tua mano strapparmi il cuore
mi sono accorto che era marrone
e non quel rosso come lo disegnavi tu.


cantante: Clavdio
(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)