mercoledì 23 novembre 2016

VENTIMILA. E DUECENTO

Ebbene: sono ventimila visite.
Ventimila. E duecento.
- 20.000 -
Grazie. Molte grazie.
Questo Blog sta crescendo senza chiedere troppo il permesso, come un giovane di vent'anni.
Ammetto che mi fa molto piacere tutto ciò e, questo gancio che in qualche modo ci tiene legati, mi fa sentire sicuramente bene.
Che sia una birra, un tè, un calice di vino o un caffè; sollevo in alto il bicchiere e vi ringrazio per questo sorriso che oggi mi avete donato.



Ho deciso di brindare a questo splendido traguardo condividendo uno dei post più letti:

Cara, ora capisco cosa intendi quando dici "Non dormo quasi mai". 
Davvero, oggi mi è chiaro. 
Il quasi poi è uno slancio di ottimismo senza precedenti. 
E non è per un motivo in particolare, ti credo, è perché nel buio non è difficile intravedere ogni cosa come un gomitolo di lana. 
La descrizione è più o meno questa: dalla tapparella ben serrata filtrano alcuni pensieri, quei pensieri, quelli che li scacci per tutta la giornata e ti ritornano indietro con tanto di rincorsa mentre ti credi addormentato. 
Tutto chiaro. 
Comprensibile. 
E poi al risveglio non li sai raccontare, cara mia; in parte vorresti, ma chi te lo fa fare, e poi perché? Cosa cambierebbe? 
Sarebbe come consegnarli in prestito, quei pensieri, e non ne ho voglia, perché non fanno parte dei convenevoli. 
Soprattutto non li puoi saldare né scontare, quindi, sai cosa ti dico, domani mattina prendo il tram, vado al lavoro e discuto di calcio, sai quest’anno l’Inter… Faccio una battuta, aspetto la tua risata. Ecco, meglio. 
Forse.







martedì 15 novembre 2016

ARRIVARE A TORINO, DI SERA (rubrica)

Arrivare a Torino, di sera, mi dà un piccolo shock da ricordi senili: è stata una delle mie prime piazze fuori casa.
Scendevo dal treno, un qualche caporale mi intruppava insieme con gli altri disperati, poi passavo le ore a soffiarmi sulle mani per scaldarmele, sul perimetro di un palasport o di un teatro tenda.
Dovevo acchiappare quelli senza biglietto che scavalcavano, ma facevo solo finta.

Agenzia Shadow: paga bassa, grande futuro.
Con tutto il tempo che è passato, neanche oggi riesco a capire se la città mi piaccia.
Ha un'aria troppo anni Ottanta, con i locali in vero legno, la nostalgia diffusa per la fabbrica, i gruppi di biker e di punk, i tossici che smazzano e si bucano per strada.
Però possiede anche un gradevole effetto miraggio.



Cammini per una via stile Alphaville, volti un angolo e ti trovi in una piazza enorme e luminosa, o in mezzo a una popolazione mélangé che entra ed esce da negozietti etnici: sembra Parigi, mancano giusto i bateaux mouches.
Vista l'ora tarda e la valigia senza rotelline, non me la sento di cominciare a seguire le evanescenti tracce di Adrian.

Mi piazzo a un tavolino sotto una galleria del centro, bevo e l'umore mi peggiora un po' alla volta.Ho accettato di fare un lavoro che non mi piace, per pagare un'inchiesta inutile che mi darà un sacco di rogne. In parole povere, mi sono fatto fregare, e neanche me ne sono accorto.


tratto da: La cura del gorilla (Sandrone Dazieri)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

lunedì 7 novembre 2016

LE COSE BRUTTE DEL LUNEDÌ

Le cose brutte del lunedì:
non sapere se avere abbastanza tempo per stare insieme
lo stomaco chiuso con davanti un piatto squisito
ascoltare frasi che fanno venire quella cosa lì (quella che poi chiude lo stomaco)
non trovare le parole giuste nel momento topico
il silenzio, quello dove non ci si guarda
le parole che cadono a lato, senza far rumore
camminare poco e stare seduti tanto
i passi avanti in direzioni lontane
i passi indietro verso il solito punto
le conferme che pungono
le solite canzoni
le domande che sarebbe meglio non pronunciare
le risposte che sarebbe meglio non esprimere
le granite poco buone
i caffè troppo corti
le panchine al sole
le chiusure a riccio e le aperture senza difese
i respiri di sollievo degli altri
le ore che passano come minuti
le e-mail degli altri e i messaggi whatsapp delle altre
non trovare il punto d'incontro.



Le cose belle del martedì: tu.
E tutte le cose brutte del lunedì sembreranno lontanissime, e noi saremo vicinissimi.
Le cose belle del martedì: noi.
E tutto il resto conta davvero poco.


L. Lama





venerdì 4 novembre 2016

CITAZIONE 065 (rubrica)



Nella mia sfera vedo che arriverai,
ancora poche lune e ti stringerò,
nelle tue gambe troppe strade lo sai,
in tasca e nella gola la polvere.

Tredici schiavi nel giardino del re
stanno cercando il fiore sacro per te,
hai attraversato cento nuove città,
tra poco il viaggio dolce meta sarà.

Per volare dove vorrai
per sognare nuove realtà
per scordare chi vive per
dimostrare ma che cosa chissà.

Avrai una forza nuova, nuove realtà,
avrai il rifugio, il ponte, la maschera.
Volando in alto due serpenti vedrai
che il bene e il male son la stessa realtà.

Perdonare quello che sai
per la pace che ora non c'è
per donarti a chi vive per
dimostrare ma che cosa chissà,
per dimostrare... cosa chissà!

Per volare dove vorrai
per sognare nuove realtà
per scordare chi vive per
dimostrare ma che cosa chissà.


Per dimostrare...
(I wanted to be with you)

Per dimostrare sai...
(I want it to rain now)

Per dimostrare...
(I wanted to be with you)

Cosa chissà!


Gruppo musicale: Timoria
(dalla rubrica: Citarsi è un po' deprimersi)

venerdì 28 ottobre 2016

SOPRA UN ANGOLO BUIO (rubrica)

I Corvi

Sopra un angolo buio a precipizio stanno
con aspro grido i corvi a mezzogiorno.
La loro ombra sulla cerva incombe
e talvolta li vedi in cupa sosta.

Come disturbano la bruna quiete
in cui il campo da estasi è rapito,
quasi donna che grave affanno prende.
Puoi sentirli talvolta schiamazzare

per la carogna fiutata in qualche luogo.
D'improvviso volgono verso Nord il volo
e poi dileguano, funebre corteo,
nell'aria tremante di piacere.

* * *



Canto Notturno

Respiro dell'immoto. Sembianze d'animale
che nel sacrale azzurro irrigidisce.
Maestoso silenzio è nella pietra;

la maschera d'un uccello notturno. Suono a tre
dolce si perde in uno. Il tuo volto, ahimè,
su azzurrine acque si piega ammutolito.

Oh, quieti specchi del vero.
Sulla tempia d'avorio al solitario
appare il riflesso di angeli caduti.


tratto da: Canto del dipartito e altre poesie (di Georg Trakl)


(dalla rubrica: Il giusto degli altri)

giovedì 20 ottobre 2016

ACCUMULO LE COSE DA FARE

Accumulo le cose da fare

Piena. 
Colma. 
Diventare cornice in mezzo a spazi di e per altri. 
Mi piace un sacco questo disordine. 
Ecco, l'ordine è diventato un ricordo lontano e va proprio bene così.
Ruoli nuovi che si accomodano su quelli vecchi. 
Dogmi che diventano eccezioni alla regola. Già, eccezioni, al plurale; ché eccezione non chiarifica.
Smontare e smussare.
I tempi si sono fatti stretti. 
Poi le corse e le cose fatte alla svelta e le dinamiche pratiche in perenne ritardo. 

Accumulo le cose da fare
E cercare ganci e agganci per provare a mettere due cose in una. Che diciamocelo: quasi mai è possibile. 
Ed è anche per questo che accumulo le cose da fare
Non c'è tempo per rimanere offesa, non c'è più margine per tenere il muso. 
Non c'è spazio per star lì a pensare se negli angoli accantonati c'è qualche gioiello da raccogliere, oppure da abbandonare.
Va così. 
A volte vorrei cogliere, in altre raccogliere.
In altre ancora scarseggiano i minuti e, per davvero, non resta altro da fare se non quello di accumulare le cose da fare.


L. Lama

sabato 15 ottobre 2016

GLI AUGURI DELL'INNOCENZA (rubrica)

Gli auguri dell'innocenza

Vedere un mondo in un granello di sabbia
e un cielo in un fiore selvatico
tenere l'infinito nel cavo della mano
e l'eternità in un'ora.




tratto da: Selected Poems (di William Blake)

(dalla rubrica: Il giusto degli altri)