martedì 14 maggio 2013

DEV'ESSERE PER QUESTO CHE TUTTI PARLANO DELLE STORIE D'AMORE

Dev’essere per questo che tutti parlano delle storie d’amore: perché finiscono.

O così pare, a volte. Questa è la storia di una storia coinvolgente, che coinvolge, e poi puf, tutto sparito, come se nulla fosse.
La fine di una storia è un moto perpetuo. È un brutto risveglio. È quello che non ti aspetti, che pensavi non ti riguardasse. È la pioggia quando indossi una maglietta a mezze maniche, è la pioggia che ti fa poi ammalare; anche se sei forte e grande.

E dev’essere per questo che tutti - ma proprio tutti - parlano delle storie d’amore: perché terminano.
È proprio questo il punto: si interrompono. Senza che tu possa dire ma, senza lo spazio di battere ciglio. Non c’è altra conclusione che la fine. D’altronde se c’è un inizio, c’è anche la sua fine, piuttosto elementare il discorso. E il bello è proprio questa consapevolezza.
E dato che si consumano, non ci resta altro che parlarne, fin dall’inizio, fin dal momento della scintilla, del fulmine, del galeotto fu.
Ho sempre pensato che la miriade di: poesie, canzoni, libri, lettere, film, disegni, opere, gesti eroici e meno epici; fossero la dedica speciale all’amore e al suo infinito girare, al suo inesauribile motore, al suo interminabile meccanismo propulsore. Invece no. E questo spiega tutto.
Che senso avrebbe dedicare tutto questo a qualcosa di inesauribile, sai che noia, è come scrivere solo l’inizio di un libro, di un film eccetera. Molto più stimolante l’opposto: la fine. Nettamente più attraente, più interessante. Come la vita di un essere umano che muore. È l’inevitabile. Forse è proprio questo che ci fa innamorare, il fatto che è ineluttabile il contrario.
Per cui, tutti di corsa a raccontare dell’amore, perché non è possibile fare altrimenti, non c’è scampo né riparo dall’irrimediabile conclusione. Con questa consapevolezza, non vedi il bello? L’incantevole? Il seducente? Lo stupendo? L’affascinante? Io sì, mi sembra perfino romantico amare illimitatamente qualcuno che se ne andrà, o che verrà lasciato lì, in solitudine. Ci vuole un po’ di tempo per farci l’abitudine. Ma più avanti, questa presa di coscienza, non è orrendamente piacevole? Non ti satura ugualmente il cuore?
Per me sì. Però, tant’è.


Luca Lama

p.s. Certo, lo so che tu ami il tuo lui, e lui ama lei, e lei ama lei, e lui non si immagina senza di lui eccetera. Questa è un’altra storia, è la storia delle storie che finiscono. Il resto è bla bla bla, e per quello ci sono i pub, i bilocali e i matrimoni.




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